Campioni dello sport e gioco d’azzardo: un rapporto complesso

Lo scandalo scommesse scoppiato nel nostro calcio è solo l’ennesimo esempio, nel mondo dello sport, di un rapporto complicato degli atleti col gambling. Da Michael Jordan a Wayne Rooney, passando per Floyd Mayweather e Gigi Buffon, i grandi campioni con storie più o meno note di gioco e scommesse non si contano. Cerchiamo di capire le ragioni per cui succede.

Tavolo verde con fiches e carte

Sportivi con un problema con il gioco d’azzardo

Non solo Fagioli e Tonali: gli atleti e l’azzardo

I casi di Nicolò Fagioli e Sandro Tonali, finiti al centro dell’ultimo scandalo-scommesse e autodenunciatisi alla procura della FIGC, sono solo gli ultimi di una lunga serie, nella storia del rapporto degli sportivi di alto livello con il gioco d’azzardo e le scommesse. Se vogliamo, non sono neanche i più gravi, visto che al momento non paiono esserci casi di partite truccate.

Si tratta di una distinzione fondamentale, perché un conto è violare i regolamenti del proprio sport riguardo al divieto di scommettere, per cui si paga individualmente, un altro sarebbe se ci fossero delle partite “aggiustate” con conseguente sconfinamento nell’illecito sportivo. Un fatto del genere capitò nel 2011, con diverse società e decine di calciatori squalificati, tra cui Cristiano Doni e Giuseppe Signori.

Signori fu poi assolto, una storia simile a quella del compianto Paolo Rossi, che fu squalificato da innocente. Per quanto riguarda invece le abitudini a scommettere sul calcio, nonostante il divieto per tutti i tesserati non solo FIGC ma anche in altri paesi, la lista è corposa. Si parlò a lungo di Gigi Buffon, anche se non è stato mai provato che il leggendario portiere scommettesse sul proprio sport.

I casi più eclatanti all’estero e in altri sport

Sempre nel calcio, ha fatto scalpore il caso dell’inglese Ivan Toney, beccato a scommettere oltre 200 volte sul calcio e circa 30 sulla propria squadra, squalificato infine per 7 mesi. In passato finirono nell’occhio del ciclone anche Wayne Rooney e Michael Owen, ma nel primo caso per debiti, nel secondo per scommesse fuori controllo e, ultimamente, anche per avere pubblicizzato siti offshore.

Ma nella storia dello sport ci sono altre celebrità dai rapporti oscuri con il gambling. Il più famoso è senz’altro Michael Jordan. Al tempo del suo primo ritiro, si disse a lungo che dietro ci fossero storie anche legate alla morte del padre per presunti debiti di gioco. Nulla è mai stato provato, ma nella miniserie The Last Dance, Jordan fa qualche ammissione.

“His Airness ” disse che ha sempre giocato, ma solo per estremo spirito di competizione. Forse è questo il segreto dietro al rapporto tra campioni e gioco. Un fenomeno che ha coinvolto altre stelle del basket come Isaiah Thomas, Antoine Walker e Scottie Pippen, che hanno dilapidato fortune. Non ha questo problema l’ex pugile Floyd Mayweather, che gioca e perde, ma l’essere estremamente ricco lo aiuta.

Nino Lucchesi, l'autore di Truffa.net
Nel mio lavoro quotidiano ho un solo e unico obiettivo: evitare che i lettori possano incappare in truffe o raggiri online.
Scritto da: Nino Lucchesi