Quando si tratta di provare a fregare il prossimo, l’essere umano si ingegna in tutti i modi possibili. Quello trovato da una coppia di tabaccai abruzzesi, però, era anche abbastanza banale, pur se inizialmente aveva fruttato loro dei guadagni non indifferenti. Ma l’imbroglio venne fuori già nel 2017 e ora, per i due, è arrivata anche la condanna in Appello.

Coppia di tabaccai truffava coi Gratta e Vinci
Gratta e Vinci: due tabaccai condannati per truffa
Due coniugi di Sulmona, in provincia dell’Aquila, sono saliti agli onori delle cronache per una storia in realtà non proprio edificante, per loro. Intorno al 2017 i due, che gestivano un tabacchi nella cittadina abruzzese, misero in atto un sistema truffaldino che causò perdite senza sosta per i loro clienti. I due avrebbero manomesso molti tagliandi del Gratta e Vinci.
Secondo quanto ipotizzato dalla Guardia di Finanza al momento dell’accusa, e poi confermato da due gradi di giudizio, i due riuscivano in qualche modo a grattare leggermente alcune parti dei tagliandi, in modo da riuscire a leggerne il codice a barre e conoscere così in anticipo se si trattasse di un tagliando vincente o perdente. Solo in quest’ultimo caso, il biglietto veniva messo in vendita.
Così facendo, la coppia avrebbe individuato e tenuto per sé moltissimi biglietti vincenti. I militari della GdF ne sequestrarono 178, insieme alle attrezzature informatiche e con la conseguente revoca dell’autorizzazione alla vendita dei tagliandi, da parte di Lottomatica. La coppia è stata condannata a 20 giorni di carcere, al risarcimento di 8.000€ alle parti civili e al pagamento delle spese processuali.
Attenzione ai furbi: grattate con attenzione
Quella dei coniugi di Sulmona non è la prima e non sarà l’ultima truffa dei Gratta e Vinci. La più clamorosa di esse rimane la famosa truffa scoperta nel 2020, in cui tre (ormai ex) dipendenti infedeli di Lottomatica riuscirono a infiltrarsi nella banca dati della società per carpire informazioni sui tagliandi con vincite milionarie e fare in modo di metterci le mani.
Questa abruzzese, a confronto, è una truffa “casereccia”, si potrebbe dire anche amatoriale. Non è stata scoperta subito solo per via dell’attenzione tendenzialmente scarsa, da parte degli appassionati giocatori di Gratta e Vinci, presi dalla brama di scoprire se hanno vinto una bella cifra oppure no. Ponendo infatti maggiore attenzione, si sarebbero accorti che i tagliandi venduti dai due edicolanti di Sulmona erano manomessi.
Il segnale di tale manomissione era una leggera abrasione della pellicola protettiva posta sulle parti da grattare dei tagliandi. Qualora un giocatore se ne fosse accorto prima di grattare, avrebbe avuto diritto a un tagliando sostitutivo. La difesa dei due tabaccai ha provato a sostenere la tesi dello stock di tagliandi difettoso all’origine, ma evidentemente i giudici non l’hanno accolta.